Dal 15 al 18 marzo 2026, Peter Thiel era a Roma. Quattro giorni a Palazzo Taverna, centro storico, a due passi da piazza Navona. Centosessantacinque invitati selezionati per nome. Cellulari sequestrati all'ingresso. Accordo di riservatezza con penale da diecimila euro. L'argomento ufficiale era l'Anticristo. L'argomento reale era un altro.
Lo stesso giorno in cui Thiel apriva i lavori, il quotidiano Domani pubblicava uno scoop che avrebbe dovuto dominare il dibattito pubblico italiano per settimane. Il Ministero della Difesa — guidato da Guido Crosetto — aveva stipulato un contratto con Palantir Technologies per la fornitura della licenza del software Gotham. Valore: un milione di euro. Procedura: negoziata e secretata. Dettagli pubblici: nessuno.
La risposta ufficiale del Ministero a chi chiedeva spiegazioni è stata una frase sola: "Si tratta di un contratto secretato di cui non possiamo dire nulla perché riguarda alcuni aspetti delicati del Paese."
Nessuna spiegazione sul perché sia stata scelta Palantir tra tutti i fornitori possibili. Nessuna informazione sulla durata. Nessuna risposta alle interrogazioni parlamentari presentate nelle settimane successive.
Un rapporto che dura da dieci anni
Il contratto del 2024 non è il primo. È l'ultimo di una serie che risale almeno al 2015, quando Teledife — la direzione informatica del Ministero della Difesa — deliberò l'acquisizione di sistemi Palantir per oltre un milione di euro. Tra il 2018 e il 2020 seguirono altre due gare d'appalto, da 1,3 milioni e 950mila euro. Dell'esito di entrambe non c'è traccia nella banca dati dell'ANAC, l'Autorità nazionale anticorruzione.
Nel 2021 Palantir Italia ricevette tre pagamenti separati da Teledife, per un totale di circa 683mila euro. Nel 2023 la Difesa rendicontò al Parlamento una spesa di 600mila euro per "fornitura di servizi relativi al software Palantir". Nello stesso anno Teledife avviò una procedura da tre milioni sempre per "programma Palantir". Anche in questo caso, nessuna informazione sull'aggiudicazione.
La relazione è strutturale. Non è una sperimentazione.
Cosa fa Gotham
Gotham è la piattaforma di Palantir costruita per forze armate, servizi segreti e agenzie di sicurezza. Integra dati provenienti da droni, satelliti, intercettazioni, social media e transazioni finanziarie. Li trasforma in un quadro operativo unico. Ricostruisce relazioni tra persone, eventi, luoghi e flussi di denaro. Identifica connessioni e le consegna a chi ha il potere di agire.
Lo usa l'esercito americano. Lo usa l'intelligence israeliana. Lo usa l'agenzia federale americana per l'immigrazione nelle operazioni di deportazione. E dal 2024, secondo quanto rivelato da Domani, lo usa anche l'Italia — con un contratto che nessuno ha potuto leggere.
Il problema che nessuno ha nominato
C'è una legge americana chiamata Cloud Act, in vigore dal 2018. Consente alle autorità degli Stati Uniti — forze dell'ordine e agenzie di intelligence — di richiedere accesso ai dati gestiti da aziende americane, indipendentemente da dove quei dati si trovino fisicamente. Anche se i server sono in Europa. Anche se il contratto è con un governo straniero.
Palantir è un'azienda americana. I dati militari italiani processati attraverso Gotham rientrano in questa giurisdizione. Non è un'ipotesi: è il funzionamento ordinario della legge.
L'esercito svizzero lo aveva capito in tempo e aveva rifiutato Gotham, citando esplicitamente il rischio che i dati finissero nelle mani dell'intelligence americana. La Gran Bretagna, dopo aver firmato contratti per centinaia di milioni di sterline con Palantir, ha aperto un'inchiesta per verificare eventuali perdite di controllo sulle proprie informazioni sensibili.
L'Italia ha firmato in silenzio. Senza dibattito pubblico. Senza voto parlamentare.
Come ha sintetizzato l'economista Francesca Bria, esperta di politiche digitali che studia Palantir da mesi: "Chi ha approvato questi acquisti, e con quale mandato democratico? In troppi casi europei la risposta è: nessuno, perché si è usata una deroga d'emergenza. Quello che si sta comprando non è software, è dipendenza e cessione di sovranità."
Chi era a Palazzo Taverna
Torniamo all'evento di marzo. La lista completa dei 165 partecipanti non è pubblica. Ne sono stati identificati alcuni: Davide Quadri, responsabile esteri dei giovani della Lega; Cristiano Cerasani, collaboratore diretto del presidente della Camera Lorenzo Fontana; Daniele Capezzone, direttore del quotidiano Il Tempo; il suo predecessore Roberto Arditti; Oliviero Bergamini e Barbara Carfagna della Rai; Antonio Zanardi Landi, ambasciatore dell'Ordine di Malta presso la Santa Sede; Alberto Mingardi dell'Istituto Bruno Leoni; il finanziere Guido Maria Brera.
Seminaristi americani, studenti di università pontificie, imprenditori, giornalisti, collaboratori parlamentari. Tutti vincolati al silenzio da un accordo scritto.
In quella stanza, Thiel ha spiegato che chiunque voglia regolamentare l'intelligenza artificiale è una forza che prepara il terreno all'Anticristo. Lo ha fatto davanti a persone che il giorno dopo sarebbero tornate nei loro uffici — nelle redazioni, nei ministeri, nei gabinetti parlamentari.
Non è filosofia. È una vendita con un pubblico selezionato.
La domanda senza risposta
Nelle settimane successive all'evento e alla pubblicazione del contratto, l'opposizione ha presentato interrogazioni parlamentari. Pd e Alleanza Verdi Sinistra hanno chiesto al governo di riferire. Al momento della pubblicazione di questo articolo, nessuna risposta formale è arrivata.
Il Ministero della Difesa ha scelto il silenzio. Il Parlamento non è stato informato. Il contratto resta secretato.
Nel frattempo, Palantir ha proposto alla Polizia di Stato un secondo accordo — valore venti milioni di euro, durata quadriennale — per un software di targeting antiterrorismo con accesso al Sistema di Indagine nazionale: l'archivio che contiene denunce, precedenti penali e indagini in corso di tutte le forze dell'ordine italiane. Il governo ha bloccato questa trattativa, chiedendo una gara pubblica.
Il contratto con la Difesa, però, è già attivo.
L'uomo che ha venduto quel software era a Roma a spiegare che il dibattito pubblico è il problema. E nessuna commissione parlamentare ha ancora chiesto di sapere cosa si è detto in quella stanza.
Fonti
Il Domani, 15 marzo 2026 — scoop sul contratto secretato Teledife-Palantir Gotham
Valigia Blu, marzo 2026 — ricostruzione dei contratti pluriennali Palantir-Italia
Open Online, 16 marzo 2026 — lista partecipanti confermati, Palazzo Taverna
Il Messaggero / Il Gazzettino, marzo 2026 — trattativa Palantir-Polizia di Stato, stop governo
Il Domani, intervista a Francesca Bria — lock-in tecnico e sovranità digitale
Malanova, marzo 2026 — sintesi lectio Thiel, padre Antonio Spadaro SJ
Startmag, marzo 2026 — ricostruzione contratti pubblici Palantir Italia
Agenda Digitale — Cloud Act e conflitto con GDPR europeo
Parlamento italiano — interrogazioni parlamentari Pd e AVS (atti depositati, risposta assente)