Il giornalismo che non spiega il proprio metodo chiede fiducia cieca. Noi non la chiediamo. Ti spieghiamo come lavoriamo, cosa usiamo, dove potremmo sbagliare — e come lo correggeriamo.

Le fonti che usiamo

Per ogni articolo partiamo da fonti primarie: documenti ufficiali, atti parlamentari, ricerche accademiche, dati di organismi internazionali (ONU, OCSE, BCE, Eurostat), bilanci aziendali, sentenze, intercettazioni pubblicate nei procedimenti giudiziari.

Integriamo con fonti giornalistiche — ma solo quelle con track record verificabile: Reuters, Associated Press, Bloomberg, BBC, Der Spiegel, Le Monde, Il Sole 24 Ore, ANSA. Quando citiamo un'altra testata, lo diciamo esplicitamente.

Non usiamo fonti anonime senza verificarle con almeno un'altra fonte indipendente. Non pubblichiamo notizie basate su un unico tweet o post sui social, anche se virale.

Il ruolo dell'intelligenza artificiale

Utilizziamo strumenti di intelligenza artificiale per accelerare la ricerca, incrociare fonti, identificare dati rilevanti e produrre bozze di articoli. Ma ogni articolo passa attraverso una supervisione umana prima della pubblicazione. L'IA è uno strumento — il giudizio è nostro.

Quando un'informazione generata dall'IA non è verificabile con fonti primarie, non la pubblichiamo.

Come gestiamo gli errori

Gli errori esistono. Nessuna redazione ne è immune. La differenza è come li si gestisce.

Se troviamo un errore in un articolo pubblicato, lo correggiamo con una nota visibile che spiega cosa era sbagliato e cosa è stato cambiato. Non cancelliamo silenziosamente.

Se hai trovato un errore, scrivici a redazione@chedire.it. Lo valuteremo seriamente.

Cosa non facciamo

Non pubblichiamo contenuti promozionali mascherati da giornalismo. Non accettiamo articoli sponsorizzati. Non scriviamo su commissione di aziende, partiti o lobbisti. Non amplifichiamo teorie del complotto prive di evidenze verificabili.

Non siamo neutrali su tutto — la neutralità a tutti i costi è spesso una forma di disonestà intellettuale. Quando i fatti indicano una direzione chiara, la diciamo. Ma distinguiamo sempre tra fatti e opinioni, e lo segnaliamo.