Joe Kent non ha finito di parlare il 17 marzo.

Nelle settimane successive alle dimissioni, in un'intervista pubblicata su UnHerd, l'ex direttore del Centro Nazionale Antiterrorismo ha aggiunto quello che la lettera non diceva esplicitamente. Ha detto che "gli israeliani ci hanno incoraggiato a impegnarci in questa guerra sporca che ha portato all'ascesa di Al-Qaeda e dell'ISIS". E ha concluso: "Quando rifletti sulla maggior parte delle principali decisioni politiche che abbiamo preso in Medio Oriente, il fattore comune è l'influenza israeliana."

Non è una teoria. È la posizione pubblica dell'ex numero uno dell'antiterrorismo americano. Un uomo che ha passato vent'anni a combattere quei gruppi sul campo.

Ma Kent non è il primo. E quello che dice trova riscontro in documenti che esistono da oltre dieci anni — e che nessuno ha mai approfondito abbastanza.

Il documento del 2012

Il 12 agosto 2012 la Defense Intelligence Agency americana — la stessa agenzia che fornisce analisi di intelligence al Pentagono — ha prodotto un rapporto classificato sulla guerra civile in Siria. Il documento è stato successivamente declassificato tramite richiesta FOIA dall'organizzazione Judicial Watch e distribuito a tutte le principali agenzie americane: CIA, FBI, Dipartimento di Stato, CENTCOM, Homeland Security.

Il testo del rapporto è esplicito. Alla sezione 8C scrive, in maiuscolo nell'originale: "Se la situazione si deteriora, esiste la possibilità di stabilire un principato salafita dichiarato o non dichiarato nell'est della Siria, e questo è esattamente quello che i poteri di supporto all'opposizione vogliono, al fine di isolare il regime siriano, considerato la profondità strategica dell'espansione sciita in Iraq e Iran."

Tradotto: nel 2012 l'intelligence americana sapeva che i suoi alleati — identificati nel documento come "l'Occidente, i paesi del Golfo e la Turchia" — stavano sostenendo in Siria forze che avrebbero potuto dar vita a uno stato islamico. E lo consideravano uno strumento utile per isolare Assad e indebolire l'asse Iran-Iraq.

Il documento avvertiva esplicitamente che questa strategia avrebbe potuto destabilizzare l'Iraq e creare "l'atmosfera ideale per Al-Qaeda in Iraq per tornare nelle sue vecchie sacche di Mosul e Ramadi." Mosul sarebbe caduta in mano all'ISIS nell'estate del 2014. Ramadi anche.

Il Pentagono sapeva. Aveva messo per iscritto cosa sarebbe successo. E non ha cambiato politica.

Flynn lo conferma

Michael Flynn era il direttore della DIA quando quel rapporto fu redatto. In un'intervista al giornalista Mehdi Hasan, mentre teneva in mano una copia cartacea del documento, Flynn ha confermato di avergli prestato "molta attenzione" e che "l'intelligence era molto chiara". Ha poi aggiunto che i funzionari del Dipartimento della Difesa avvertivano rumorosamente l'amministrazione che i jihadisti guidavano l'opposizione in Siria — avvertimenti che ricevettero "enorme resistenza". Flynn fu rimosso dalla guida della DIA nel 2014, due mesi dopo aver presentato una previsione che ISIS avrebbe tentato di prendere territorio in Iraq e Siria.

Flynn non è un personaggio di sinistra. Non è un pacifista. È il generale che Trump nominerà consigliere per la sicurezza nazionale nel 2017. Il suo curriculum è quello di chi ha guidato la caccia a Osama Bin Laden.

Anche lui dice che sapevano.

L'email di Sullivan

Nel febbraio 2012, Jake Sullivan — allora consigliere di Hillary Clinton al Dipartimento di Stato, oggi ex consigliere per la sicurezza nazionale di Biden — scrisse alla segretaria Clinton in un'email ora pubblica: "AQ è dalla nostra parte in Siria." Un'altra email dell'archivio Podesta descriveva Qatar e Arabia Saudita come fornitori di "supporto finanziario e logistico clandestino all'ISIL e ad altri gruppi sunniti radicali."

Questi non sono documenti di parte. Sono email governative americane, rese pubbliche attraverso canali legali.

Cosa dice Kent, precisamente

Vale la pena essere precisi su quello che Kent sostiene — e su quello che non sostiene.

Kent non dice che gli Stati Uniti hanno armato direttamente ISIS. Dice che "gli israeliani hanno incoraggiato gli USA a impegnarsi in questa guerra sporca che ha portato all'ascesa di Al-Qaeda e dell'ISIS." La responsabilità delle decisioni, dice esplicitamente, ricade sui funzionari americani che le hanno implementate: "la colpa va posta interamente sui politici americani che hanno attuato la politica, ma il fattore comune è l'influenza israeliana."

La distinzione è importante. Non è una teoria del complotto in cui Israele muove marionette. È una descrizione di come l'influenza politica — lobby, pressione diplomatica, interessi condivisi — abbia orientato le scelte americane in Medio Oriente verso obiettivi che servivano Israele più dell'America. E come quelle scelte abbiano prodotto conseguenze che tutti potevano prevedere — e che alcuni, nei documenti, avevano previsto.

Il pattern

Messo insieme, il quadro è questo.

2002: Netanyahu al Congresso americano garantisce che eliminare Saddam Hussein avrà "enormi positive ripercussioni". Non ci sono armi di distruzione di massa. La guerra in Iraq costa 4.492 vite militari americane, centinaia di migliaia di iracheni, e apre il vuoto che permetterà all'ISIS di nascere.

2012: La DIA avverte per iscritto che il supporto alla ribellione siriana sta alimentando gruppi jihadisti e potrebbe produrre uno stato islamico nell'est della Siria. L'amministrazione Obama non cambia politica. L'ISIS nasce e conquista Mosul e Ramadi nel 2014.

2026: Kent, direttore del Centro Nazionale Antiterrorismo di Trump, si dimette e scrive che la guerra in Iran è stata avviata con le stesse tecniche usate per l'Iraq — una campagna di disinformazione portata avanti da funzionari israeliani e media americani, che ha convinto Trump che l'Iran fosse una minaccia imminente. Kent dice che era una menzogna. L'amministrazione non ha fornito prove pubbliche della minaccia imminente.

Tre guerre. Tre promesse di vittoria rapida. Tre previsioni sbagliate — o deliberatamente false. E in tutti e tre i casi, lo stesso attore che spingeva: Israele e la sua lobby americana.

Perché questo articolo non è un complotto

La differenza tra giornalismo e cospirazionismo sta nei documenti.

Quello che abbiamo qui non sono illazioni. Sono: la lettera di dimissioni di Kent, verificata e autentica. La sua intervista pubblica su UnHerd. Il documento DIA del 2012, declassificato tramite FOIA. Le dichiarazioni pubbliche di Flynn, ex capo della DIA. Le email di Sullivan, pubbliche. Il discorso di Netanyahu al Congresso del 2002, agli atti del Congresso americano.

Nessuno di questi documenti dice che Israele controlla gli Stati Uniti. Dicono che l'influenza israeliana ha ripetutamente orientato le scelte americane verso guerre che hanno prodotto disastri — e che alcuni funzionari americani lo sapevano e lo hanno detto.

Kent lo ha scritto al presidente che lo aveva nominato. Quella lettera ha quasi 100 milioni di visualizzazioni.

In Italia, come altrove, è stata data come notizia di un giorno. E poi sepolta.

Fonti
Joe Kent — Lettera di dimissioni, 17 marzo 2026 — x.com/joekent16jan19
UnHerd — Joe Kent: why I resigned over Iran — unherd.com
Snopes — Joe Kent resignation letter: authentic — snopes.com
CNN — Joe Kent, high-ranking US intel official, resigns over Iran war — cnn.com
Al Jazeera — US National Counterterrorism Center director Joe Kent resigns over Iran war — aljazeera.com
Al Jazeera — Who is Joe Kent, and why did he resign as Trump's counterterrorism chief? — aljazeera.com
Al Jazeera — The Kent warning: when truth escapes the war machine — aljazeera.com
Foreign Policy — Blaming Israel Lets Washington Off the Hook for the Iran War — foreignpolicy.com
Defense Intelligence Agency — Information Intelligence Report, 12 agosto 2012 — documento declassificato via FOIA, Judicial Watch
Global Research — DIA: "Establish a Salafist Principality in Syria" — globalresearch.ca
Middle East Eye — Pentagon report says West, Gulf states and Turkey foresaw emergence of IS — middleeasteye.net
INSURGE Intelligence / Medium — Pentagon report predicted West's support for Islamist rebels would create ISIS — medium.com
Foreign Policy Journal — Obama and the DIA 'Islamic State' Memo — foreignpolicyjournal.com
US Government — Netanyahu testimony to Congress, 12 settembre 2002 — govinfo.gov
C-SPAN — Netanyahu's expert testimony on Iraq in 2002 — c-span.org
Senator Bernie Sanders — Netanyahu Was Wrong in 2002. He Is Wrong Now — sanders.senate.gov
Responsible Statecraft — Bibi's bullying visits to Congress never end well — responsiblestatecraft.org