Mentre il mondo discute di cessate il fuoco e di mappe di pace, l'Ucraina ha silenziosamente lanciato razzi nello spazio. Non una volta. Due volte. In piena guerra. Questa non è fantascienza, né propaganda. È quanto ha dichiarato pubblicamente il 13 aprile 2026 Fedir Venislavskyi, deputato della Verkhovna Rada e presidente della sottocommissione per la sicurezza dello Stato e la difesa. L'intelligence militare ucraina ha condotto con successo due lanci di razzi vettori nello spazio durante la guerra su vasta scala. Il primo lancio ha raggiunto un'altitudine di oltre 100 chilometri, il secondo ha toccato i 204 chilometri. Entrambi i risultati sono stati ufficialmente registrati con mezzi tecnici. Ma c'è di più. Molto di più.
Il cosmodromo che vola a 8.000 metri
Oltre ai lanci orbitali, l'Ucraina ha compiuto qualcosa che nessun paese europeo aveva mai fatto prima. Lo stesso gruppo di lavoro all'interno del GUR (intelligence militare) ha condotto quello che Venislavskyi ha definito un primato per il continente europeo: il lancio di un razzo vettore da un aereo da trasporto in volo a circa 8.000 metri di quota. "Questo è stato fatto per la prima volta sul territorio del continente europeo e per la seconda volta nella storia mondiale", ha dichiarato, precisando che gli Stati Uniti avevano realizzato qualcosa di simile per la prima volta a metà degli anni Settanta. Il vantaggio di questo sistema è tecnico e strategico insieme. Lanciare un razzo da un aereo a 8.000 metri di quota offre un vantaggio significativo rispetto al lancio da terra: il veicolo bypassa la porzione più densa e più energivora dell'atmosfera prima dell'accensione, estendendo la gittata effettiva e migliorando l'efficienza complessiva del volo. In parole semplici: un aereo militare ucraino diventa una base di lancio mobile, invisibile ai radar fissi, difficile da tracciare, impossibile da distruggere con un missile preventivo. Non è un cosmodromo: è un cosmodromo che vola.
Chi c'è dietro: il progetto Orbit Boy e la rete internazionale
La notizia non è caduta dal nulla. Dietro ci sono anni di lavoro, una rete di attori privati e statali, e una storia industriale che risale all'era sovietica. Secondo Defense Express, le recenti rivelazioni sul sistema di lancio aereo ucraino corrispondono al progetto Orbit Boy, un'iniziativa privata fondata prima dell'invasione su vasta scala da ex dirigenti dell'Agenzia Spaziale Statale dell'Ucraina. Il sistema è progettato per lanciare un razzo vettore da un aereo, consentendo lanci senza infrastrutture a terra fisse. Il concetto di Orbit Boy si basa su un razzo multistadio capace di portare fino a 400 chilogrammi di carico utile in orbita. La sequenza di lancio inizia con il rilascio del razzo da un aereo da trasporto in quota, dopodiché il sistema si separa e accende il motore in pochi secondi, continuando la salita in modo autonomo.
Chi ha costruito il razzo?
Il Launcher di Orbit Boy è stato sviluppato in cooperazione esclusiva con Yuzhmash, uno dei principali produttori mondiali di vettori spaziali. E l'aereo utilizzato per i test non è un dettaglio secondario: secondo Defense Express, il test è stato condotto con un aereo An-70. Poiché solo un esemplare di questo tipo è attualmente operativo e appartiene all'Aeronautica Militare Ucraina, ciò suggerisce l'utilizzo di risorse statali e indica un allineamento con le priorità nazionali più ampie. Il consiglio di amministrazione di Orbit Boy è un documento rivelatore. Vi figurano, tra gli altri, un PhD in Fisica, membro dell'International Academy of Astronautics, Mission Manager e Launch Director della NASA; e un ex direttore del programma "Star Wars" del Pentagono, pilota dell'US Air Force e direttore del programma Strategic Defense Initiative, con oltre 40 anni di esperienza aerospaziale. Non stiamo parlando di un garage ucraino che costruisce razzi nel seminterrato. Stiamo parlando di una rete che collega l'intelligence militare ucraina, l'industria spaziale statale, ex funzionari della NASA e veterani dei programmi missilistici del Pentagono.
Yuzhmash: il gigante che non si è fermato
Per capire come sia possibile tutto ciò, bisogna tornare alla storia. Nei laboratori dei design bureau e degli stabilimenti ucraini, principalmente Yuzhmash/Pivdenmash e il Yuzhnoye/Pivdenne Design Bureau di Dnipro, è nata quasi un terzo dell'intera industria missilistica dell'URSS: automazione di bordo, sistemi di controllo del volo, satelliti, stadi di razzi e motori. Dopo il 1991, questo patrimonio è rimasto in territorio ucraino. Prima della guerra, le fabbriche Yuzhmash e Yuzhnoye producevano circa 100 vettori di lancio all'anno. Con la guerra, la situazione è cambiata, ma non nel senso che si potrebbe pensare. Le fabbriche, giganteschi stabilimenti statali risalenti all'epoca in cui l'Ucraina faceva parte dell'Unione Sovietica, si sono ora perlopiù convertite alla produzione di tecnologia militare. Questa è la chiave di tutto. Yuzhmash non ha chiuso. Ha cambiato produzione. E la linea di confine tra "vettore spaziale" e "missile balistico" è, tecnicamente parlando, quasi inesistente.
La doppia valenza che nessuno vuole nominare
La dichiarazione ufficiale collega direttamente i missili di classe ipersonica alle missioni di lancio spaziale condotte dall'unità del GUR, suggerendo che i razzi vettori utilizzati nei lanci orbitali siano derivati o correlati allo stesso programma d'arma. L'Ucraina possiede già missili capaci di colpire obiettivi a distanze fino a 500 chilometri e di raggiungere velocità ipersoniche. Alcuni di questi sviluppi restano classificati. Il parlamentare Venislavskyi ha anche chiarito la logica militare del sistema: il sistema è destinato a essere utilizzato sia per scopi civili che per contrastare i missili russi Oreshnik. Questa necessità è emersa perché la Russia utilizza missili come l'Oreshnik, che seguono una traiettoria parzialmente orbitale e lasciano l'atmosfera. L'Ucraina è il primo paese contro cui tali armi sono state utilizzate. "È più efficace intercettare l'Oreshnik prima che le testate si separino dal razzo vettore nello spazio."
Il finanziamento: la domanda che resta senza risposta
Venislavskyi ha identificato nel finanziamento il principale vincolo all'espansione di queste capacità. Nelle attuali condizioni di guerra, il bilancio statale ucraino è in gran parte destinato alle esigenze di sicurezza e difesa, limitando le risorse disponibili per programmi spaziali e industriali su larga scala. Ha indicato che i progressi futuri dipenderanno da un maggiore coinvolgimento di partner internazionali, in particolare nel finanziamento e nella cooperazione tecnica. Ma allora chi ha già finanziato i lanci avvenuti? Questa è la domanda che i media mainstream non fanno. Il progetto Orbit Boy è registrato con sede a Londra, ha raccolto finanziamenti iniziali dai mercati australiani e ha avviato contatti con investitori negli Stati Uniti e in Italia. Ha già ottenuto i primi contratti di lancio e ha raccolto finanziamenti iniziali dai mercati australiani. Ha recentemente garantito il suo centro di controllo lanci in Sicilia. L'Ucraina ha già raggiunto accordi preliminari con partner internazionali pronti a fornire satelliti. E la costellazione satellitare UASAT LEO pianificata dall'Ucraina sarà inizialmente prodotta in Danimarca dalla società di tecnologia spaziale GomSpace, con la produzione che dovrebbe poi spostarsi in Ucraina nelle fasi successive del programma. Il quadro che emerge non è quello di un paese che sopravvive grazie agli aiuti. È quello di un paese che sta costruendo, pezzo per pezzo, un'infrastruttura spaziale e missilistica sovrana, con capitali privati internazionali, know-how militare americano e l'eredità industriale sovietica.
La storia si ripete, ma nessuno la racconta
Non è la prima volta che un paese in guerra sviluppa tecnologia spaziale in parallelo. Israele ha costruito il suo programma missilistico e spaziale durante decenni di conflitto. L'India ha lanciato il suo primo satellite mentre combatteva la povertà e gestiva tensioni con il Pakistan. La Corea del Nord, con un'economia a pezzi, ha raggiunto l'orbita. La tecnologia spaziale e quella militare non sono separabili: sono la stessa cosa con nomi diversi. Venislavskyi ha osservato che l'Ucraina sta entrando a far parte di un gruppo di meno di dieci paesi con tecnologie spaziali funzionanti, sostenuta da una competenza scientifica e da una capacità industriale esistenti. Questo è il punto che la narrativa dominante non riesce a elaborare: l'Ucraina non è solo una vittima da proteggere. È un attore tecnologico emergente, con capacità che vanno ben oltre la difesa del proprio territorio. E queste capacità vengono sviluppate — almeno in parte — con soldi e competenze occidentali, fuori da qualsiasi supervisione pubblica e parlamentare. Chi controlla che i trattati internazionali sul controllo dei missili vengano rispettati? Chi verifica che un "vettore spaziale" civile non diventi domani un missile balistico? Chi ha autorizzato ex funzionari del Pentagono a collaborare con l'intelligence militare ucraina su programmi classificati? Queste non sono domande di simpatia per Mosca. Sono domande di democrazia.
L'Ucraina ha lanciato razzi nello spazio in tempo di guerra. Lo ha fatto in segreto, con aerei militari, con tecnologia dual-use, con finanziatori che spaziano da Londra all'Australia, da Sicilia alla NASA. Lo ha fatto sotto la guida dell'intelligence militare, non dell'agenzia spaziale civile. Questo non è un crimine. È, anzi, un atto di straordinaria ingegnosità in condizioni impossibili. Ma è anche qualcosa che merita di essere raccontato per quello che è davvero: non un semplice atto di "resilienza eroica", ma la costruzione silenziosa di una nuova potenza missilistica nel cuore dell'Europa. Il futuro della sicurezza europea si sta scrivendo a 8.000 metri di quota, dentro la stiva di un aereo da trasporto ucraino. E quasi nessuno lo sa.
Fonti utilizzate - United24 Media – *Ukraine Quietly Tested Space-Launch Capabilities in Middle of War Twice* (14 aprile 2026): - RBC-Ukraine / NewsUkraine – *Secret space missions: Ukraine launched rockets twice during wartime operations* (aprile 2026): - Defence Blog – *Ukraine confirms rocket launches into space during wartime* (aprile 2026): - The Defense News – *Ukraine Carries Out Space Missions and Air-Launched Rocket Test During Ongoing War* (13 aprile 2026):- United24 Media – *Ukraine May Have Found a Way to Launch Satellites Without a Spaceport* (14 aprile 2026):- Militarnyi – *Ukraine Launched Carrier Rockets into Space: What Is Known About the Projects* (aprile 2026): The Ukrainian Review – *Ukraine prepares to create Space Forces* (aprile 2026): - Christian Science Monitor – *US-Ukraine space partnership comes to an end as war continues* (agosto 2023): - Space.com – *Ukraine's proud space industry