Il 9 aprile 2026 John Healey, Segretario di Stato alla Difesa del Regno Unito, sale davanti ai giornalisti a Downing Street e pronuncia una frase che nessun ministro della difesa NATO aveva mai detto così esplicitamente in pubblico.

Dice che la Royal Navy ha inseguito sottomarini russi nell'Atlantico del Nord per oltre un mese. Poi aggiunge le parole che rendono quella frase qualcosa di più di una notizia militare ordinaria: dice che tutto questo è avvenuto — cito testuale — "mentre gli occhi di molti erano comprensibilmente puntati sul Medio Oriente."

Non è un analista che specula. Non è un think tank che pubblica un rapporto classificato. È il vertice della difesa di una delle tre potenze nucleari NATO che ammette davanti alle telecamere che la guerra in Iran ha funzionato da copertura — almeno nella percezione russa — per qualcosa che stava succedendo a tremila chilometri di distanza, a centinaia di metri sotto la superficie del mare.

Quello che stava succedendo là sotto è la storia geopolitica più importante della settimana. Ed è quasi completamente assente dal dibattito italiano.

Tre sottomarini, un mese, un obiettivo

I fatti, verificati sul comunicato ufficiale del Ministero della Difesa britannico e confermati da AP, Military.com e Breaking Defense, sono questi.

Il 9 aprile 2026 il Regno Unito ha rivelato che tre sottomarini russi avevano condotto un'operazione clandestina della durata di oltre un mese nell'Atlantico del Nord, operando a nord del territorio britannico sopra cavi sottomarini critici e gasdotti, nel tentativo di restare non rilevati.

Non tre sottomarini qualsiasi. Secondo il Ministero della Difesa britannico, Londra e i suoi alleati avevano tracciato un sottomarino russo d'attacco a propulsione nucleare di classe Akula e due sottomarini specializzati appartenenti al Direttorato Principale per la Ricerca in Acque Profonde — il GUGI.

Il sottomarino Akula — una macchina da guerra convenzionale, cacciatore d'attacco — non era il punto. Healey ha dichiarato che il sottomarino Akula era "probabilmente usato come diversivo" per mascherare le attività delle unità GUGI, le quali "hanno trascorso del tempo sopra infrastrutture critiche rilevanti per noi e per i nostri alleati nell'Atlantico del Nord."

Il GUGI è l'esca che nasconde l'esca.tttt

Chi è il GUGI e perché il suo nome cambia tutto

Per capire la gravità di quello che è successo nell'Atlantico bisogna capire cos'è il GUGI — e quasi nessuno in Italia ne ha mai sentito parlare.

Il GUGI — Direttorato Principale per la Ricerca in Acque Profonde — è un organismo altamente specializzato fondato all'interno della Marina Militare Russa nel 1965, con il suo attuale status organizzativo ottenuto nel 1975. Esiste indipendentemente dal comando navale e ha lo status di direttorato all'interno del Ministero della Difesa russo. Opera sottomarini con scafo in titanio capaci di lavorare a profondità estreme — nel caso del sommergibile Losharik, fino a 2.500 metri.

Non è una flotta da battaglia. Non affonda navi nemiche. Non spara siluri contro portaerei. Il GUGI è un'unità specializzata che opera navi di superficie e sottomarini capaci di mappare e — in tempo di guerra — minacciare i cavi sottomarini e altre installazioni sottomarine.

Tradotto: il GUGI esiste per fare una cosa sola. Operare sul fondo del mare dove passano i cavi che reggono internet, la finanza globale e le comunicazioni militari dell'Occidente. Mapparli in tempo di pace. Sabotarli in tempo di guerra.

Come ha dichiarato John Hardie, vice direttore del programma Russia alla Foundation for Defense of Democracies: "Il GUGI si è da tempo impegnato in attività sospette vicino ai cavi sottomarini. La Russia può usare questi mezzi per installare intercettatori o raccogliere intelligence a supporto della pianificazione operativa per disturbare le comunicazioni NATO in caso di guerra."

La risposta britannica — e i suoi limiti

La Royal Navy non è rimasta ferma. L'operazione ha coinvolto navi di superficie della Royal Navy, aerei da pattugliamento marittimo P-8 della RAF e assetti alleati norvegesi che hanno mantenuto un contatto continuo attraverso l'Atlantico del Nord, usando sistemi di rilevamento a strati incluse boe sonar e assetti antisommergibile aviotrasportati.

Il RAF P-8 Poseidon ha accumulato oltre 450 ore di volo. La fregata di Tipo 23 HMS St Albans ha coperto diverse migliaia di miglia nautiche durante l'operazione.

Il risultato: i sottomarini russi hanno lasciato l'area e non ci sono segnali di danni alle infrastrutture sottomarine.

L'operazione è stata un successo tattico. Ma Healey stesso ha riconosciuto qualcosa di più scomodo: la capacità navale britannica è stata "svuotata" negli ultimi quattordici anni, accusando i precedenti governi conservatori di aver tagliato cacciatorpediniere, dragamine e di aver ritardato il rinnovo della deterrenza nucleare del paese. Londra ce l'ha fatta questa volta. Ma era sola, con la Norvegia, mentre Washington guardava altrove.

La frase che nessuno ha letto

La parte più importante della dichiarazione di Healey non è quella sui sottomarini. È quella sul contesto.

Healey ha detto esplicitamente che "Putin avrebbe voluto che fossimo distratti dal Medio Oriente", ma che la Russia rimane la minaccia principale per il Regno Unito e i suoi alleati. Ha accusato Mosca di aver usato la distrazione degli eventi in Iran per intensificare l'attività ostile contro l'Europa.

Questa frase merita di essere letta con attenzione. Il Segretario alla Difesa britannico non sta dicendo che la Russia ha approfittato di una congiuntura favorevole. Sta dicendo che la congiuntura era parte del calcolo russo. Che Putin ha valutato la capacità di attenzione dell'Occidente, ha identificato il momento in cui sarebbe stata massimamente saturata, e ha inviato il GUGI a lavorare.

Non è sabotaggio. Non ancora. È qualcosa di più sofisticato e più duraturo: è mappatura. È la Russia che scrive la mappa di cosa colpire — e quando — in un conflitto futuro.

Non è la prima volta

Quello che rende questa storia ancora più preoccupante è che non è una novità.

Secondo i dati del Ministero della Difesa britannico, l'attività navale russa nelle acque vicine al Regno Unito è aumentata del 30% negli ultimi due anni. euronews Dal 2022 — da quando è iniziata la guerra in Ucraina — ci sono stati incidenti ripetuti nel Mar Baltico. A novembre 2024 due cavi sono stati recisi nel Mar Baltico — il BCS East-West Interlink tra Svezia e Lituania e il C-Lion1 tra Finlandia e Germania. euronews Attribuiti da NATO e governi europei a operazioni russe, condotte attraverso navi della cosiddetta "flotta ombra" che trascinavano le ancore sul fondo del mare.

Il Senior NATO Expert per le minacce cyber e ibride ha dichiarato a fine 2024 che gli attacchi persistenti ai cavi sottomarini in Europa rappresentano "la minaccia più attiva" alle infrastrutture occidentali. euronews

La differenza con l'operazione di aprile 2026 è la scala e la sofisticazione. Non una nave commerciale che trascina un'ancora. Tre sottomarini militari specializzati, un mese di lavoro continuo, la tecnologia del GUGI che può installare dispositivi dormienti capaci di intercettare traffico o interrompere il segnale su comando.


Cosa significa per l'Italia

L'Italia non ha capacità autonome di sorveglianza antisommergibile in Atlantico. Non partecipa alle operazioni NATO di protezione dei cavi. Dipende al cento per cento dai cavi sottomarini per la totalità del traffico dati internazionale — comunicazioni, sistema bancario, logistica, comunicazioni militari.

La notizia dell'operazione GUGI nell'Atlantico non è comparsa sui telegiornali italiani. Non è stata discussa in Parlamento. Non è entrata nel dibattito sulla difesa, che in Italia si concentra quasi esclusivamente sui bilanci e sul riarmo tradizionale.

Eppure quello che Healey ha detto il 9 aprile riguarda direttamente l'Italia quanto riguarda il Regno Unito. I cavi che passano a nord delle isole britanniche sono gli stessi cavi che connettono l'Europa continentale con il Nord America. Sono gli stessi cavi su cui viaggiano i dati delle banche italiane, dei sistemi sanitari, delle reti energetiche, delle comunicazioni militari della NATO di cui l'Italia fa parte.


"We see you"

Healey ha chiuso la sua dichiarazione con una frase diretta a Mosca: "Vi vediamo. Abbiamo guardato ogni metro del vostro percorso." The Irish Times

È un messaggio di deterrenza. Dice: sappiamo dove siete, sappiamo cosa fate, e se proverete a tagliare qualcosa ci saranno conseguenze.

Ma c'è una domanda implicita in quella frase che Healey non ha risposto: cosa succede la prossima volta che Washington è ancora più saturata? Cosa succede se la crisi che distrae l'Occidente dura non cinque settimane ma cinque mesi? Cosa succede se il GUGI non viene visto — o viene visto e non fermato perché non ci sono abbastanza navi per seguirlo?

La risposta a queste domande non è in nessun comunicato ufficiale. È nel secondo articolo di questa serie.

Fonti

Dichiarazione ufficiale John Healey, Ministero della Difesa britannico, 9 aprile 2026
AP / Military.com, 9 aprile 2026 — operazione Royal Navy-Norvegia
Breaking Defense, 9 aprile 2026 — dettagli operazione GUGI, dichiarazioni analisti
Al Jazeera, 9 aprile 2026 — dichiarazione ambasciata russa, contesto
Army Recognition, 9 aprile 2026 — dettagli tecnici operazione
RUSI (Royal United Services Institute) — "Stalking the Seabed: How Russia Targets Critical Undersea Infrastructure"
Foundation for Defense of Democracies — dichiarazione John Hardie
Euronews, 9 aprile 2026 — aumento 30% attività russa, dichiarazione esperto NATO